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Montenero d'Orcia è una frazione del comune di Castel del Piano (GR), situata all'estremità nord-occidentale del suo territorio comunale nella Val d'Orcia grossetana.
Il territorio dove si sviluppò il borgo apparteneva fin dal X secolo all'Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata.
Con lo sviluppo dell'abitato, il luogo divenne inizialmente un dominio della famiglia Aldobrandeschi, per poi essere conteso dai signori di Tintinnano e dalla famiglia Visconti di Campiglia d'Orcia. Le lotte per il potere favorirono il dominio di Siena a partire dalla fine del Duecento, grazie anche alle famiglie dei Buonsignori e dei Salimbeni che fecero sentire la loro influenza sull'intero territorio.
Montenero d'Orcia rimase così nel territorio della Repubblica senese fino alla metà del Cinquecento, quando entrò definitivamente a far parte del Granducato di Toscana e, da allora, ne seguì le sorti.
Il piccolo borgo medievale, caratterizzato da costruzioni in pietra, conserva alcuni tratti delle antiche Mura di Montenero d'Orcia, che ben conservano due porte ad arco consecutive. Spiccano anche una cisterna in una corte interna alle mura, la torre dell'antico cassero, la pieve e una chiesa sconsacrata; fuori dalle mura, ma pur sempre nell'abitato, si trova il Museo della vite e del vino.





la Pieve di Santa Lucia



La pieve di Santa Lucia priginaria del XII secolo ed appartenuta alle abbazia di San Salvatore e di Sant'Antimo, si presenta come un edificio moderno, con avanzi della primitiva architettura in parte del paramento in pietra e nel portale a tutto sesto.
L'interno, ad aula rettangolare, conserva all'altare di destra una Madonna del Rosario e Santi riferibile a Alessandro Casolani. La tela presenta nella parte inferiore un incavo che ospitava una Madonna col Bambino e due angeli attribuita a Pellegrino di Mariano Rossini, oggi esposta presso il Museo di Montalcino.
Dietro all'altare maggiore, il frammentario Crocifisso di Ambrogio Lorenzetti, databile verso il quarto decennio del XIV secolo.